28-04-2019 2 minuti

Gab: il nuovo 'Brave' basato su Lightning Network

alexfer33 Scritto da Alessio Ferraro

Il browser Brave deve già combattere con il primo rivale. Gab, l'autoproclamato Social Network di Free Speech, ha annunciato di voler copiare il software open source su cui Brave è basato per creare un nuovo browser. Esso presenterà però una piccola modifica rispetto all'originale: il token BAT verrà sostituito da Bitcoin, implementato tramite Lightning Network.

 

Questo porta ad una nuova puntata nella saga delle guerre tra browser. Nel periodo tra 1995 e il 1998, l'aspra concorrenza tra Microsoft e Netscape per la supremazia dei loro programmi diede vita alla prima guerra. La fine la conosciamo tutti: Microsoft ha rubato tutto da Netscape, per così dire, e ha implementato gratuitamente il browser per gli utenti nel suo sistema operativo Windows, il fondatore di Microsoft, Bill Gates, è diventato l'uomo più ricco del mondo e la sua azienda è diventata una delle più importanti di sempre.

 

E ora, decenni dopo, abbiamo una nuova guerra. Perché? Semplice, il browser rappresenta la porta di accesso a Internet, ecco perché questa interfaccia ha molto potere su di noi, sul nostro comportamento e sui nostri dati. Ed è qui che Brave ha voluto cambiare le regole, partendo proprio dalla privacy. La pubblicità viene visualizzata in modo che le aziende non ricevano i dati personali e anche l'installazione del software di tracking viene soppressa. L'utente viene anche retribuito, con il 15% dei profitti provenienti dagli annunci, in token BAT.

 

Ora che il software di Brave è open source, Gab ha annunciato che vuole copiare il browser e, invece del Basic Attention Token, vuole costruire l'interfaccia sulla rete Lightning.

 

Gab si autoproclama 'il social network della libertà'.

 


 

L'amministratore delegato, Andrew Torba, ha affermato:

 

'Creare un browser fuori dal controllo delle aziende della Silicon Valley, incluso Brave, è fonte di ispirazione per noi e per i nostri utenti.'

 

Il CEO ha anche affermato che Google traccia comunque i dati personali, anche se si naviga in modo anonimo, attivando la modalità di navigazione in incognito e disattivando il monitoraggio. Questi dati vengono comunque archiviati e distribuiti ai governi locali. In breve, le persone hanno bisogno di un nuovo browser, un nuovo ecosistema e Bitcoin è la moneta perfetta per avviare il motore alla base di questa idea.

 

Il CEO di BRAVE Software, Brendan Eich, non è molto entusiasta del comportamento di Gab, accusando i membri del team di essere dei 'parassiti'.

 


 

È finalmente giunto il momento che grandi aziende come Google & Co. abbiano una concorrenza all'altezza. I dati degli utenti sono già in vendita, senza che l'utente ne tragga alcun beneficio. L'approccio di Gab è il benvenuto.

 

E l'accusa del CEO di Brave non è del tutto condivisibile: non dimentichiamo che anche il browser Brave è un fork e si basa su un software open source, ovvero Chromium, su cui è stato creato anche Google Chrome.