09-04-2019 5 minuti

Verso la Mass Adoption: un Bitcoin ATM nel raggio di 5 miglia per il 90% degli Americani

scavolize Scritto da Andrea Scavolini

La recente partnership tra Coinme e Coinstar sembra avere il potenziale per dare finalmente inizio alla tanto attesa e celebrata Mass Adoption di Bitcoin. Grazie ad essa, il 90% degli Americani dovrebbe ora poter accedere effettivamente all'ecosistema BTC attraverso uno sportello automatico mediamente raggiungibile entro le 5 miglia. Secondo i CEO delle due società la rete registra attualmente circa 315 milioni di operazioni al giorno, in crescita del 17% di settimana in settimana. Valori estremamente interessanti in una prospettiva di adozione di massa.

 

La partnership ha reso Bitcoin molto più accessibile al pubblico. Ora anche coloro che non sono familiari con la tecnologia possono convertire le proprie valute fiat in criptovalute e viceversa.

 

Il 28 Marzo, un intervento tenutosi durante il convegno TF3, i due CEO- Neil Bergquist, cofondatore della startup produttrice di Bitcoin ATM Coinme e Jim Gaherity, CEO di Coinstar- hanno appunto dibattuto sul potenziale ancora inespresso per l’adozione di massa di Bitcoin e di come le proprie aziende possano contribuire a favorirla.

 

Coinstar, con sede a Seattle, gestisce circa 20.000 sportelli automatici in 12 paesi diversi. Attraverso ognuno di essi, gli utenti scambiano le proprie monete in denaro contante oppure direttamente in altri servizi.

                               

Coinme ha anch’essa come core business l’installazione e la gestione di Bitcoin ATM. Il gruppo possiede poi un ramo specializzato, il “private client group”, che offre un servizio personalizzato di consulenza tecnica e strategica a coloro i quali desiderano investire in bitcoin, ma non possiedono le necessarie competenze.

 

A differenza degli exchange online, Coinstar e Coinme offrono un servizio di conversione tra Bitcoin e valute fiat in contanti. I loro sportelli rappresentano una delle poche possibilità di iniezione diretta di denaro contante nel mercato cripto, consentendo una reale connessione tra pagamenti digitali e fisici.

 

Neil Bergquist suggerisce che la ragione principale del successo del proprio servizio è che gli sportelli rappresentano un metodo di trasferimento di denaro già familiare e dunque in grado di costruire più facilmente la fiducia necessaria all’utilizzo delle criptovalute come mezzo di pagamento. Il CEO di Coinme ha così ribadito il concetto:

 

“La completa fiducia da parte dell’utente finale è qualcosa che ancora manca ad oggi nel mercato. Grazie a questa partnership le persone potranno entrare in un supermercato con un brand del quale si fidano ed acquistare bitcoin attraverso un sistema di exchange completamente trasparente ed autorizzato. È una componente fondamentale per l’infrastruttura di base dell’economia digitale del futuro.”

 

Attualmente i dati indicano che attraverso la rete di Coinstar vengono realizzate circa 70 milioni di transazioni all’anno che trasformano le “poco pratiche” monete in “denaro spendibile”. Più recentemente l’azienda ha inserito nella propria offerta altri servizi finanziari come il pagamento delle bollette, i trasferimenti di denaro ed ora transazioni in Bitcoin.

 

Come sottolinea Gaherity, visto il business model di Coinstar, una evoluzione verso il mercato delle criptovalute è apparsa piuttosto naturale. Nonostante Coinstar offra i propri servizi a grandi catene di distribuzione come Walmart e Kroger, l’azienda è stata in grado di presentare l’integrazione delle transazioni in bitcoin come un’opportunità affidabile e sicura.

 

Fino ad oggi non abbiamo avuto incontrato alcuna resistenza all’offrire servizi legati a Bitcoin – ha dichiarato Gaherity. Attualmente il servizio è disponibile presso 2000 sportelli con “diversi altri players in attesa di entrare nel settore… il nostro obbiettivo è quello di raggiungere i 78.000 sportelli Bitcoin entro i prossimi 2 anni” – così si è espresso il CEO di Coinstar.

 

Neil Bergquist ritiene che molte persone che acquistano Bitcoin mediante i così detti “kiosk” lo facciano per un utilizzo pratico:

 

“Le persone hanno effettivamente cominciato ad utilizzare i Bitcoin nella propria vita quotidiana. È vero che molti continuano ad acquistare Bitcoin come investimento, riserva di valore o mera speculazione, ma registriamo anche molti casi di incasso o pagamento per beni o servizi.”

 

Un altro dato interessante proviene dai i risultati del sondaggio condotto da CryptoSlate tra diversi impiegati di Coinme, secondo cui la distribuzione demografica degli utenti degli ATM è decisamente più ampia di quella che si registra sui tradizionali Exchange online come Binance o Coinbase. Un’indicazione che probabilmente un servizio fisico come una rete ATM è in grado di raggiungere e attrarre un pubblico più vasto di potenziali utenti.

 

L’obbiettivo finale di Coinstar è infatti quello di inserire l’opzione di pagamento in Bitcoin presso ogni negozio o catena. Citando lo stesso Gaherity:

 

“Il nostro obbiettivo è quello di rendere questa tecnologia accessibile alla massa delle persone e rendere i commercianti interessati a Bitcoin. Immaginiamo un futuro in cui Bitcoin potrà essere usato all’interno del negozio stesso per acquistare beni e servizi: scambiare una criptovaluta per del latte o delle uova”.

 

Accettare BTC come metodo di pagamento da parte delle grandi catene di supermercati rappresenterebbe un incredibile rampa di lancio. In uno scenario del genere, la combinazione tra la ritrovata utilità pratica nell’acquisto di BTC e la inevitabile risonanza mediatica darebbe certamente la spinta per una nuova e più grande ondata di adozione.

 

I due CEO hanno proseguito il proprio discorso enfatizzando come il supporto di Coinstar a Bitcoin abbia contribuito ad un maggior livello di legittimazione del settore delle criptovalute in generale. Bergquist ha infatti raccontato come sia stato incredibilmente difficile per Coinme trovare una banca disposta a fornire l’accesso ad un conto:

 

“Le nostre proposte di collaborazione sono state rifiutate da almeno 200 banche diverse. Non possiamo avere un conto bancario operativo neppure ora che possediamo una licenza conforme ad ogni norma di legge!”

 

Molto spesso l’attuale politica interna di molte banche prevede una chiusura preventiva nei confronti di qualunque organizzazione che abbia a che fare con le criptovalute. In molti casi ciò dipende dal rischio di regolamentazione associato agli sviluppi del mercato delle criptovalute, che le banche si troverebbero a sopportare fornendo servizi a questo tipo di clientela. La difficoltà nell'accesso a servizi bancari è dunque un significativo impedimento allo sviluppo del settore. Per Bergquist l'equazione è piuttosto semplice:

 

"Ora che abbiamo una azienda da 1 miliardo di di dollari coinvolta attivamente nel settore. Azienda posseduta da Apollo, una delle più grandi società di private equity al mondo con circa 250 miliardi di dollari di investimenti gestiti, allora le persone e le istituzioni cominciano a prestare maggiore attenzione al mondo delle criptovalute"

 

Delle partnership con marchi come Coinstar hanno il potenziale di rendere Bitcoin e le criptovalute in genere, un fenomeno che le altre istituzioni finanziarie ed le grandi catene di negozi non potranno più fingere di ignorare. Finalmente dovrà essere preso sul serio. La performance della rete di kiosk è stata eccezionale fino ad oggi. Il volume delle transazioni effettuate sta infatti registrando, come già segnalato, una crescita esponenziale: 17% in più  di settimana in settimana. 

 

Tali valori sono stati inoltre raggiunti senza un grande investimento in marketing. A ciò si aggiunge la capillarità della rete della nuova partnership, per lo meno negli Stati Uniti. Come afferma Bergquist infatti:

 

"Coinstar possiede almeno un kiosk accessibile in raggio di 5 miglia per il 90% degli Americani. Ora che l'infrastruttura c'è, si costruisce la consapevolezza e si ottiene l'adozione diffusa."

 

Il potenziale per sviluppare una consapevolezza diffusa di Bitcoin è piuttosto evidente, come chiarisce Gaherity :

 

"Registriamo circa 315 milioni di interazioni con gli sportelli solo da parte di curiosi che passano accanto ad essi... Il nostro obiettivo è quello di educare davvero le persone a ciò che posso fare con Bitcoin nella nostra rete."

 

Un numero impressionante registrato nei soli supermercati, e ancor di più se si considera che la maggior parte di queste persone, probabilmente, non fanno parte della categoria dei nativi digitali. Una continua esposizione alla tecnologia rende le certamente le persone più familiari e sicure nel relazionarsi con essa. La consapevolezza e l'adozione per un utilizzo diffuso dovrebbero seguire naturalmente.