24-01-2019 3 minuti

Italia - Blockchain e smart contracts assumono valore giuridico

scavolize Scritto da Andrea Scavolini

L’emendamento che conferirà valore legale a blockchain e criptovalute è stato approvato ieri dalle commissioni Affari costituzionali e lavori pubblici del Senato, primo firmatario Stefano Patuanelli (M5S). L’iter ora prevede il passaggio del decreto in Aula e poi alla Camera. Dopo che il decreto sarà stato convertito in legge, infine, l’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) entro 90 giorni individuerà gli standard tecnici che i documenti informatici gestiti in questo modo devono rispettare affinché abbiano valore giuridico effettivo. La notizia è stata riportata da sole24ore.

 

Per quanto riguarda la blockchain, spiega Fulvio Sarzana, avvocato e membro del team degli esperti blockchain avviato dal ministero dello Sviluppo economico:

 

Il primo aspetto da considerare è la possibilità di dare un valore giuridico a una transazione che sfrutti un registro elettronico distribuito e informatizzato, senza passare da notai o enti certificatori centrali. [...] La norma sullo smart contract invece dà a un contratto eseguito in automatico da un programma informatico il valore giuridico di un contratto normale, scritto e firmato.

 

 Marco Scialdone, avvocato e docente all'università Europea di Roma, aggiunge:

 

È un passaggio importante che l’Italia riconosca la piena validità giuridica delle transazioni operate su tali registri distribuiti e la capacità degli smart contract di soddisfare il requisito della forma scritta. Questo significa che sarà possibile regolare attraverso uno smart contract su blockchain tutte quelle casistiche per le quali la legge richiede oggi che si debba procedere con un atto da farsi per iscritto. Avremo contratti che saranno conclusi ed eseguiti direttamente da macchine sulla base di ciò che è scritto nel loro codice informatico e a ciò l’ordinamento riconoscerà pieno valore.

 

E fino a qua, tutto molto bello e promettente per il futuro tecnologico italiano. Ma poi sembra emergere che in realtà molti degli eseprti non abbiano ben compreso il valore e l'applicabilità della tecnologia blockchain:

 

Sarà utile per esempio per registrare un’opera soggetta al diritto d’autore o per certificare i passaggi di filiera di un prodotto dell’agro-alimentare; proteggendo così il made in Italy, anche ai fini di anti-contraffazione.

 

 Anche se è comunque chiaro che ne stiano esplorando tutte le potenzialità e possibili applicazioni. Afferma Sarzana:
 

Basterà mandare (con un servizio digitale) un documento a un registro informatico distribuito blockchain e lo renderemo un ‘super documento' in grado di rivestire il ruolo di validazione temporale, di documento scritto e di identificazione delle parti .

 

Ci teniamo a precisare che nel decreto si fa riferimento al termine "blockchain" includendovi tutti quei sistemi che conosciamo come DLT (Distribuited Ledger Technology).

 

Dunque, in data 23 gennaio 2019, è arrivato il primo via libera alla norma – come emendamento al decreto Semplificazioni, ora al Senato – che inserisce per la prima volta nel nostro ordinamento le “tecnologie basate su registri distribuiti come la Blockchain” e una definizione di smart contract. Secondo la norma, infatti, il registro distribuito basterà a certificare la data in cui una "transazione" è avvenuta, laddove invece ora avremmo bisogno di un notaio o di una Pec.

 

Per concludere riferiamo che questo è un grandissimo passo in avanti per tutte quelle stratup-blockchain che si stanno sviluppando sul suolo Italiano. Ad esempio, BitCorp è una startup italiana, fondata nel 2018 a Milano da due esperti in fatto di human intelligence e terrorismo, Christian Persurich e Gianluca Tirozzi, entrambi con un passato professionale nelle forze dell’ordine e oggi attivi, rispettivamente, presso il centro di ricerca Transcrime dell’Università Cattolica di Milano e il Dipartimento di Sociologia ed Economia dell'Università Sapienza di Roma.

 

Uno dei vanti di BitCorp, in termini di innovazione tecnologica, è sicuramente quello di aver sviluppato completamente “in house” il primo framework di blockchain proprietario (e quindi non basato su alcuna piattaforma pre-esistente) in Italia. Afferma Persurich:

 

Una piattaforma che nasce per sfruttare a 360 gradi il paradigma del registro distribuito anche al di là del tradizionale contesto delle critpovalute, assicurando la sicurezza e la non decifrabilità delle comunicazioni e di qualunque forma di transazione, in qualunque settore industriale e produttivo.

 

Infine ricordiamo che, il 21 gennaio, a Roma si è tenuto il primo incontro dei 30 esperti blockchain scelti dal MiSE, presso il Salone degli Arazzi del Ministero dello Sviluppo Economico, dove si è discusso del fututo della tecnologia nel nostro paese.