02-01-2019 2 minuti

MIT: nel 2019 la Blockchain diventerà NOIOSA

CryptoRivista Scritto da CryptoRivista

Mike Orcutt, pubblica un nuovo articolo sul MIT Technology Review nella quale ripercorre questi ultimi due anni di blockchain.

 

Arriviamo dalla grande bull run del 2017, lasciandoci alle spalle la grande depressione del 2018, per entrare nel 2019, anno in cui secondo l'autore la tecnologia blockchain diventerà banale.

 

Nonostante il grande calo dell'anno appena conclusosi, in cui alcune crypto hanno perso oltre il 90% del loro valore, non tutto è perduto, molti progetti sono ancora vivi ed in ardente sviluppo, pronti ad dare i loro frutti.

 

Citando quindi Walmart, con il suo progetto di una blockchain privata per il tracking dell'approvigionamento alimentare, alla quale potremmo aggiungere le numerose partnership strette da IBM e diversi colossi della logistica mondiale.

 


 

Per passare poi alla finanza e quindi a Wall Street, dove il fervente interesse per il mercato crypto si è riacceso sopratutto in chiusura dell'anno, possiamo infatti ricordare Black Rock e la sua apertura al settore, ma anche BAKKT il cui lancio è previsto proprio per l'inizio del 2019 e Fidelity, che si è proposta di risolvere il problema della custodia dei beni digitali, considerando che negli Stati Uniti, ad esempio, i grandi fondi di investimento sono tenuti a conservare le attività dei loro clienti in conti individuali con banche o altre entità - "custodi" - che possono proteggerli da furti o frodi. 

 


 

Altro aspetto di cui nel 2018 si è sentito parlare davvero molto, è l'applicazione concreta degli smart contract, ovvero righe di codice che eseguono un accordo tra due parti, per esempio una polizza assicurativa del volo che paga automaticamente se il volo viene annullato. In linea di principio, eliminerebbero la necessità di tutti i tipi di intermediari costosi. L'idea è in circolazione dagli anni '90 e Ethereum è stato ideato nel 2013 specificamente come blockchain in grado di eseguire contratti intelligenti.

 

Sicuramente una soluzione molto interessante alla quale seguono molte ricerche in campo legale per trovare applicazioni pratiche, ma che d'altra perte solleva il problema e la necessità di fonti attendibili dalla quale ottenere i dati, tornando all'esempio precendete, chi fornisce i dati dei voli degli aerei? 

 

Individuato il problema, si cerca la soluzione, sono infatti già in corso i lavori da parte di Chainlink, per la creazione di una rete di oracoli decentralizzati.
Gli oracoli, in gergo tecnico, sono proprio dei formnitori di dati affidabili.

 


 

Ed in conclusione non non si poteva di certo non spendere due righe per le cryptovalute di stato, o come vengono chiamate nei vari report le CBDC(Central Bank Digital Coin). Soluzione che oltre l'interessamento da parte di quasi ogni nazione, hanno anche ottunuto una menzione speciale da parte di Christine Lagarde, il capo del FMI (Fondo Monetario Internazionale) che dichiarò, '[Le CBDC] potrebbero raggiungere più persone e offrire maggiore sicurezza, privacy e protezione dei consumatori, rispetto alle criptovalute private o alle tecnologie di pagamento commerciali'.

 

'Una forma digitale di banconote garantita dai governi? In molti modi, è l'opposto della rivoluzione che i pionieri originali della criptovaluta avevano previsto. Ma le rivoluzioni non sempre si svolgono nel modo in cui i rivoluzionari le avevano in mente'.