03-05-2019 1 minuto

Il 22% degli investitori istituzionali possiede criptovalute

alexfer33 Scritto da Alessio Ferraro

Secondo uno studio condotto da Greenwich Associates per Fidelity Investments, il 47% degli investitori istituzionali vede dei vantaggi nel possedere risorse digitali nei propri portafogli e il 22% le possiede già.

 

 

 

Il sondaggio, condotto dal 26 novembre 2018 all'8 febbraio 2019, ha visto la partecipazione di oltre 440 investitori istituzionali degli Stati Uniti, tra cui fondi pensionistici, società di gestione del capitale familiare, hedge fund tradizionali e di criptovalute. L’obiettivo dalla ricerca era quello di scoprire l'attitudine delle grandi organizzazioni finanziarie e dei consulenti verso le criptovalute come strumento di investimento.

 

I risultati dello studio hanno anche mostrato che il 57% degli investitori preferisce investire direttamente denaro e il 72% preferisce i derivati (esempio: i bitcoin futures di CBOE) di questa nuova classe di asset.

 

Tuttavia, la cosa più sorprendente è che quasi un quarto degli intervistati, il 22% per l'esattezza, ha affermato di possedere già criptovalute.

 

Il presidente di Fidelity Investments, Tom Jessop, ha affermato:

 

'Vediamo crescere l'interesse per gli asset digitali sia da parte degli early adopter, sia degli hedge fund e degli investitori tradizionali e dalle società di gestione dei capitali.'

 

Ha anche osservato che, sebbene lo studio sia stato condotto durante il mercato ribassista, la società non ha rilevato il calo di interesse per i beni digitali. Secondo Jessop, la maggior parte delle aziende sta esplorando questo spazio con la consapevolezza che la tecnologia continuerà a crescere.

 

Allo stesso tempo, i principali fattori che dissuadono gli investitori dal mercato dei beni digitali sono l'alta volatilità, la mancanza di regole comprensibili e indicatori fondamentali deboli.