Il Copyright e la Blockchain

Scritto da Marco Laurenti
1 minuto 27-03-2019

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Ieri 26 Marzo 2019 è stata approvata, dopo tre lunghi anni di gestazione, la direttiva europea in tema di copyright.

 

Una regolamentazione stringente che con 348 voti favorevoli, 274 contrari e 36 astenuti ha visto la luce determinando per gli Stati membri un vero e proprio cambio di scenario.

 

È necessario considerare che le direttive europee sono atti vincolanti per gli Stati membri in merito agli obiettivi che tale norma prefissa; le modalità ed i mezzi potranno invece variare da Paese a Paese in base al recepimento fissato entro due anni dal varo della direttiva.

 

Tale novità porterà di fatto ad uno stravolgimento di tutto il mondo digitale, a partire dalle compagnie come YouTube, Facebook e Google che vedranno ridursi i loro profitti in maniera consistente. Infatti i grandi editori, musicali, cinematografici e di stampa si lamentavano del fatto che le grandi piattaforme digitali avessero un sostanziale monopolio del mercato pubblicitario globale, con un guadagno astronomico, anche grazie ai contenuti che non producevano e di cui non erano responsabili.

 

Gli articoli più discussi di questa normativa sono gli art. 15 e 17 che contengono le architravi di questa riforma del copyright: l’equo compenso che le piattaforme devono corrispondere agli editori e il controllo dei contenuti in maniera tale non violare il diritto d’autore.

 

La normativa è stata sì approvata ma lo sviluppo del know how questi obiettivi dovranno essere raggiunti è ancora un’incognita. Qui l’Italia si giocherà ancora una volta una partita decisiva, di cui saremo orgogliosamente protagonisti.I passi avanti in tema di sviluppo tecnologico e normativo del nostro Paese potrebbero garantire una soluzione all’equazione irrisolta. I DLT infatti potrebbero essere la chiave di volta per garantire il rispetto della normativa in tempi quasi brevi.

Quest’ultima, accuratamente costruita, garantirebbe un controllo automatico per comparison tra i contenuti con l’impossibilità di duplicarli variandone l’autore. Sarebbe di fatti sempre presente un blocco primordiale, pubblicamente inalterato, in grado di provare la preesistenza di quella determinata informazione.

 

Il limite risiederà nell’utilizzo dei social con cui non sarà più possibile replicare le informazioni pubblicandole come native ma sicuramente sarà capace di ridurre le fake news e i plagi.

 

Ovviamente questa è solo una nostra intuizione o fantasia, e dipende dai punti di vista ma è certo che la tecnologia dei DLT non è la panacea di ogni male, esattamento come uno strumento intelligente solo se contestualizzato lì dove è necessario.

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Marco Laurenti
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22 Anni, Studente di Legge, appassionato di economia e finanza, studio lo sviluppo tecnologico e la sue applicazioni nelle amministrazioni pubbliche ma anche nelle applicazioni quotidiane. Il mondo crypto è ancora tutto da scoprire ed io sono pronto a farlo con voi.