Criptovalute e fiscalità: quali sono ad oggi gli obblighi (incerti) dei contribuenti

Scritto da Alessio Ferraro
2 minuti 14-04-2019

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Bitcoin, Ethereum, Litecoin e tutte le altre criptovalute che deteniamo nei nostri wallet, sugli exchange o presso piattaforme online, andrebbero dichiarate? Oggi, non abbiamo ancora una risposta certa.

 

Nel tentativo di 'decifrare' il quadro normativo italiano, proveremo a valutare quali sono i nostri obblighi e quali potrebbero essere le conseguenze derivanti da comunicazioni errate o mancanti.

 

In Italia, Il fisco ha fornito linee guida 'piuttosto confuse', dalle quali emergono più dubbi che certezze.

 

Per iniziare, cerchiamo di capire, come vengono considerate le criptovalute. Secondo la legge italiana, una criptovaluta sarebbe una 'valuta virtuale', termine, a mio avviso, per nulla appropriato. Si tratterebbe di una 'rappresentazione digitale di valore, non emessa da una banca centrale o da un'autorità pubblica, non necessariamente collegata a una valuta avente corso legale, utilizzata come mezzo di scambio per l'acquisto di beni e servizi e trasferita, archiviata e negoziata elettronicamente'.

 

La Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha stabilito che le criptovalute non sono assimilabili a valute legali, ma vanno considerate come semplici mezzi di pagamento (Sent. Hedqvist, C-264/14, del 22.10.2015). 

 

Il fisco italiano, invece, la pensa diversamente e, con una mossa a dir poco 'ingiustificata', oltre che controcorrente, afferma che le criptovalute devono essere trattate, per questioni 'fiscali', come valute estere.

 

Secondo l’Agenzia delle Entrate, se un privato guadagna dalla compravendita di criptovalute è obbligato a pagare le tasse (chissà perché...).
Vi è però una condizione: le crypto devono essere detenute per più di sette giorni sul proprio conto per un controvalore medio superiore a € 51.645,69. Per conti, il fisco intende terze parti come, ad esempio, piattaforme con sedi fuori dall'Italia (per esempio, Coinbase). Sempre secondo il fisco, questi fondi devono essere dichiarati nel 'quadro RW', elemento della dichiarazione dei redditi. 

 

E, se invece, i fondi vengono conservati su un Wallet? Esso non è un conto estero, non è neanche un conto! È un insieme di codici (chiave privata e chiave pubblica) che non è associato al proprietario. 

 

Il fisco, anche in questo caso, ha combinato qualche 'pasticcio'. Come avrete notato, esso ha ribaltato il principio stabilito dalla Corte di Giustizia, la quale afferma che le criptovalute non sono assimilabili a valute 'legali'. In ogni caso, sappiate che le interpretazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate non hanno valore di legge e se, come in questo caso, incontrano interpretazioni giuridicamente errate, è possibile annullare qualsiasi atto di accertamento derivante, per l'appunto, da un'interpretazione sbagliata.

 

Come deve muoversi, pertanto, il contribuente?

 

Rispondere non è facile. Ciò che possiamo dire è che ci sono diverse possibili alternative e ognuna di esse è sbagliata, o per questioni fiscali, o per questioni morali.

 

Se decidiamo di non dichiarare le criptovalute in nostro possesso, saremo esposti a possibili accertamenti ed eventuali sanzioni. Avremo però la possibilità di ricorrere al Giudice tributario per ottenerne l’annullamento, viste le palesi incongruenze tra fisco e legge.

 

Se decidiamo invece di dichiarare le criptovalute in nostro possesso, indicandole come richiesto del fisco sul quadro RW, dovremo pagare tributi salati (oltre che ingiusti). In breve, se abbiamo una giacenza di oltre 51.645,69 per almeno sette giorni consecutivi, dovremo pagare il 26% sulle eventuali plusvalenze in quanto le nostre operazioni verrebbero considerate 'speculative'. Sulle valute estere questo è sicuramente molto più semplice da calcolare, ma sulle criptovalute? Esse non sono listate su alcuna borsa ufficiale, pertanto il loro valore deve essere calcolato facendo la media dei prezzi dei vari Exchange. 

 

La situazione è più confusa che mai e rimarrà tale fino a quando non verranno rilasciate linee guida adeguate.

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Alessio Ferraro
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Autore, Divulgatore, Content Writer e Community Manager per diverse realtà inerenti al mondo Crypto. Appassionato di tecnologia e sicurezza informatica.