Cryptorivista - I guardiani dell'economia tradizionale tengono le porte chiuse alle blockchain-startup

Scritto da Andrea Scavolini
1 minuto 04-03-2019

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I guardiani del commercio tradizionale tengono le loro porte chiuse alle compagnie che operano nel settore delle criptovalute. Gli imprenditori nel settore delle risorse digitali da New York a Hong Kong affermano che anche se alcune compagnie siano riuscite ad attrarre investimenti da istituzioni multimiliardarie, gli vengono sistematicamente negati servizi bancari di base da istituti come HSBC Holdings Plc e JPMorgan Chase & Co.

 

Le istituzioni finanziare tradizionali si rifiutano di collaborare con le imprese tradizionali, imponendo continue restrizioni nel settore. Robby Houben, consulente legale e professore presso l'Università di Anversa, ha osservato:

 

Nessuna banca è disposta ad aiutarli. Ho incontrato delle persone veramente in gamba nel crypto-settore che non meritano una cattiva reputazione e vogliono che il settore sia regolato, ma per ognuna di esse, ci sono molti altri che cercano di truffare il pubblico, riciclare denaro o eludere le tasse.

 

Anche al CEO dell'exchange Kraken sono stati negati servizi bancari. In particolare, Jesse Powell, amministratore delegato di questa piattaforma exchange con sede negli Stati Uniti, Kraken, ha osservato via Twitter a gennaio che "sostanzialmente ha dovuto impiegare le arti di un riciclatore di denaro per sopravvivere". Powell ha affermato di non aver avuto accesso ali servizi bancari di base normalmente offerti da Bank of America e JPMorgan, che sono due delle più grandi istituzioni finanziarie con sede negli Stati Uniti.

 

Come riportato da CryptoGlobe, Sam Bankman-Fried - CEO di Alameda Research, una società di ricerca crittografica con sede in California, ha rivelato:

 

Non è illegale per le grandi banche offrire servizi alle industria crittografiche, ma è 'un enorme mal di testa' che si vogliono risparmiare  e non impegnarci risorse per risolvere il problema.

 

Aggiungiamo che recentemente Mark Lamb, CEO di CoinFLEX - piattaforma di trading di derivati ??di criptovalute con sede a Hong Kong, ha dichiarato di aver elargito numerosi salari in varie criptovalute, inclusa la più grande stablecoin del mondo, Tether (USDT), risolvendo così il problema dei servizi bancari di base. Lamb ha poi solennemente affermato:

 

Il sistema bancario non è mai stato amichevole con la crittografia, e mentre forse ciò aveva un senso nei primi tempi, continuare a etichettare tutte le imprese criptate come ad alto rischio è indifendibile e protezionista. Me ne sto lavando le mani di loro e ora evito le banche del tutto.

 

In conclusione ci teniamo a precisare che negare il 'basic banking' a queste nuove imprese è pura follia, che ostacola la crescita del settore e costringe le aziende a risolvere il problema passando per altre vie, e forse mettendo veramente il pratica l'obbiettivo principale che ha dato vita alla nascita di tutto il settore.

 

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Andrea Scavolini
Editor-in-Chief
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Andrea Scavolize, classe 1992, psicologo esperto nel rapporto tra tecnoscienza e società nell'era postmoderna. Da sempre immerso nel mondo della tecnologia , ha cominciato nel 2017 a studiare autonomamente criptovalute e blockchain: è il fondatore della community facebook 'Bitcoin Pesaro e Urbino' e attualmente lavora come Editor-in-chief per CryptoRivista.
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