17-10-2018 1 minuto

L’amministrazione di Donald Trump è molto preoccupata per il dominio della Cina su Bitcoin

vlad Scritto da Vlad Golub

Il CMS della startup californiana Ripple, Cory Johnson, ha affermato che nell'amministrazione presidenziale di Donald Trump sono molto preoccupati per la posizione dominante della Cina nel mining di Bitcoin ed Ethereum. Ha sottolineato che l'azienda ha già discusso con i rappresentanti della Casa Bianca il concetto di XRP, che non richiede il mining ed è presumibilmente più sicuro dal punto di vista del controllo di altri stati.

 

''Mi sembra che abbiano capito cosa sia Ripple e credano che questo potrebbe essere un punto importante'', ha dichiarato Johnson in un'intervista a Breaker.

 

Proprio oggi, nella rivista americana Forbes, è apparso un articolo sul dominio dei mining pool cinesi che ipottiza che Bitmain stia minando più della metà di tutti i bitcoin: ma noi abbiamo seri dubbi a riguardo. Probabilmente, contando tutti i mining pool controllati della compagnia di Pechino non si arriverebbe a più del 50% dell'hash della rete di BTC. Il discorso però cambia se parliamo della Cina in generale, poichè ovviamente qualunque sistema basato sulla PoW (Proo-of-Work) tenderà a "centralizzarsi" nei paesi con energia e hardaware a basso costo.

 

Queste notizie non potevano non essere commentate anche dal noto critico di Bitcoin e della decentralizzazione in generale, l'economista Nouriel Roubini.

 

 

 

‘’La mia testimonianza al Senato ha evidenziato i rischi per la sicurezza nazionale derivanti dalla Cina che controlla l'80% del mining di Bitcoin. Ora anche la Casa Bianca si sta ‘svegliano’ ’’, ha scritto Roubini su Twitter. 

 

Il CEO del fondo di investimento ‘’HODL Capital’’ invece, Thomas Pacchia, ha aggiunto che la situazione gli ricorda la trama della serie TV "Mr. Robot".

 

 

 

Ricordiamo che, circa una settimana fa, CryptoRivista aveva pubblicato l’articolo con uno studio dei ricercatori della Princeton University e della Florida International University, in cui si affermava come la Cina potrebbe distruggere Bitcoin, se volesse, in futuro prossimo.