Oceano Indiano e Bitcoin: in India si fanno pressioni ai legislatori, in Thailandia le criptovalute sono già realtà

Scritto da Andrea Scavolini
2 minuti 20-11-2018

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Nischal Shetty, amministratore delegato dell'exchange indiano WazirX, ha tentato ripetutamente di contattare un alto legislatore per discutere della regolamentazione di Bitcoin e asset digitali.

 

L'imprenditore ha espressamente chiesto al ministro delle finanze indiano, Arun Jaitley, di concentrarsi maggiormente sui potenziali benefici delle criptovalute, rispetto agli abusi che ne vengo fatti. Ha affermato che ogni settore è incline ad avere il proprio insieme di problemi, e non dovrebbero essere la ragione per ostacolare lo sviluppo della tecnologia blockchain, che potrebbe realmente giovare alla crescita della nazione.

 


 

Lo status di Bitcoin e criptovalute continua a essere ambiguo in India. Quest'anno la Reserve Bank of India (RBI) ha imposto un divieto bancario a tutte le compagnie locali di operare con le criptovalute, impedendo accesso alla liquidità fiat. La decisione ha portato a un esodo delle start-up e degli exchange, che hanno interrotto le loro operazioni e sono trasferiti in regioni favorevoli arrecando danni all'economia.

 

Il governo, nel frattempo, ha mantenuto la sua posizione controversa rigurado le criptovalute. l'India rimane ancora un paese senza legge sulla criptovaluta e il divieto è solo psicologico: Bitcoin continua ad essere un'entità senza una definizione legale.

 

Al contrario, dall'altro lato dell'oceano indiano, in Thailandia, hanno le idee molto più chiare. Dall'inizio dell'anno, il governo thailandese è stato sempre più esplicito e accogliente verso i progetti riguardanti criptovalute e blockchain. In pochi mesi, le autorità di regolamentazione hanno compiuto passi da gigante nel prendere in mano la situazione, elaborando un quadro normativo per criptvalute e Initial Coin offering (ICO), nel tentativo di incoraggiare gli investimenti e attirare le compagnie straniere.

 

A giugno, il governo ha legalizzato sette criptovalute: Bitcoin, Ethereum, Bitcoin Cah, Ethereum Classic, Litecoin, Ripple e Stellar, e ha anche permesso a un numero limitato di exchange di criptovalute e broker-dealer di richiedere licenze operative. Solo un mese dopo, A luglio, è arrivata una nuova approvazione dalla Securities and Exchange Commission (SEC) tailandese, che ha così consentito a ulteriori emittenti di token digitali di archiviare applicazioni e classificare le ICO in tre tipi: token di investimento, 'utlity token' e criptovalute.

 

Questa è sicuramente una direzione positiva per la tecnologia cripto-valuta e blockchain in Thailandia, poiché lo spazio viene legittimato dalle autorità di regolamentazione.

 

Lo ha affermato Topp Jirayut Srupsrisopa, co-fondatore e CEO dello scambio di criptovalute Bitkub, come riportato da Asia Times. Ricordiamo poi che il governatore della Bank of Thailand (BoT) ha dichiarato che potrebbero volerci solamente dai 3-5 anni affinché tutti paesi passino dall'uso del contante all'utilizzo delle criptovalute.

 

Aggiungiamo inoltre che Thuntee Sukchotrat, co-fondatore del servizio di wallet Crypto Jibex, ha rilasciato dichiarazioni a Tech in Asian che suggeriscono come l'aumento delle normative sia stato il primo grande passo per "riconoscere la criptovaluta come mezzo finanziario legale e accettabile in Thailandia". Proprio ciò che manca in India, ma Bitcoin ugualmente non si arresta.

 

Mentre il divieto generale continua, la comunità indiana locale di criptovalute si è trasferita in un mercato di scambio sotterraneo, proprio come in Cina: le operazioni di criptazione sono effettute esclusivamente da persona a persona: la mission di Bitcoin. Per concludere, vi lasciamo le parole di Shetty, CEO dell'exchange Wazirx:

 

Anche se il governo decidesse di vietare il possesso di cruptovalute, sarebbe semplicemente impossibile attuarlo.

 

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Andrea Scavolini
Editor-in-Chief
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Andrea Scavolize, classe 1992, psicologo esperto nel rapporto tra tecnoscienza e società nell'era postmoderna. Da sempre immerso nel mondo della tecnologia , ha cominciato nel 2017 a studiare autonomamente criptovalute e blockchain: è il fondatore della community facebook 'Bitcoin Pesaro e Urbino' e attualmente lavora come Editor-in-chief per CryptoRivista.