01-11-2018 1 minuto

Morgan Stanley: gli investitori istituzionali hanno iniziato a fidarsi di più del Bitcoin 

vlad Scritto da Vlad Golub

Secondo quanto riportato da CoinDesk, ''Morgan Stanley Banking Corporation'' ha pubblicato un rapporto intitolato:  ''Descrizione di Bitcoin: guida e le conseguenze''; in cui si afferma  che negli ultimi anni gli investitori istituzionali hanno acquisito maggiore fiducia nelle criptovalute. 

 

Secondo il documento, dal gennaio del 2016, il volume delle risorse digitali gestite da: hedge found , società di venture capital e società di investimento private, hanno mostrato una crescita costante e oggi ammonta a $ 7,1 miliardi. Questo, secondo i ricercatori, ci permette di chiamare Bitcoin una ''nuova classe di attivi istituzionali''.

 

‘’L’apertura della divisione di criptovalute della Fidelity Investments, Seed CX, Binypto-exchange, l'approvazione del deposito regolamentare per la blockchain-startup (SETL) e il recente round di finanziamento di Coinbase testimoniano la ''lealtà verso il Bitcoin'’, hanno dichiarato in Morgan Stanley.

 

Allo stesso tempo, il rapporto identifica tre tipologie di problemi affrontati dagli crypto-investitori:
 

  1. L'incertezza normativa;
  2. la mancanza di soluzioni per la custodia del capitale regolamentata;
  3. l'assenza di grandi istituzioni finanziarie.

 

Inoltre, gli esperti di Morgan Stanley hanno toccato l'argomento dei stablecoin, affermando che i trader di Bitcoin stanno cercando sempre di più di commerciare la la prima criptovaluta in coppia con Tether (USDT).

 

‘’La metà del volume attuale del trading di Bitcoin cade sulla coppia BTC / USDT, che è una continuazione della tendenza dello scorso anno.
 Il fatto è, che molti exchange di criptovalute, non lavorano con il Fiat, il chè contribuisce ad incrementare i volumi di Tether ‘’, afferma il rapporto.

 

L'USDT ha ricevuto una quota significativa dei volume degli scambi di BTC, mentre il prezzo della criptovaluta scendeva. Secondo i ricercatori, ciò è avvenuto perché molte piattaforme exchange supportano il trading solo in coppie ‘’criptovaluta-criptovaluta’’ e non in coppie ‘’criptovaluta-fiat’’.

 

Il trading  "criptovaluta-Fiat" richiede il passaggio attraverso il settore bancario, il che è associato con il pagamento di tasse più elevate. Inoltre, insieme al prezzo del Bitcoin, anche i prezzi della maggior parte delle altre crypto-monete sono diminuiti, quindi quando i proprietari della prima criptovalute uscivano dalle posizioni in Bitcoin, sceglievano un altro asset più vicino al prezzo del dollaro USA, ovvero Tether‘’, affermano i ricercatori.

 

In generale, secondo Morgan Stanley, le aziende continueranno a creare le proprie "criptovalute stabili" (stablecoin), che faranno parte della prossima ondata di sviluppo. 

 

Tuttavia, al fine di ottenere un punto d'appoggio nel mercato, le stablecoin devono disporre di commissioni di transazioni più basse, elevata liquidità e una certa struttura normativa.