Dati Biometrici su Blockchain alla base dei nuovi sistemi di sicurezza nel settore del turismo

Scritto da Andrea Scavolini
2 minuti 29-03-2019

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Secondo Sikina Hasham, rappresentante della Customs and Border Protection (CBP) agency degli Stati Uniti, l’utilizzo della blockchain nel settore della sicurezza dei trasporti, troverebbe una applicazione pressoché perfetta come registro di dati biometrici.

 

La program manager della CBP ha così espresso la sua opinione durante il convegno sponsorizzato da JetBlue Technology Ventures Blockchain, tenutosi lo scorso Mercoledì nell’ambito del Travel Summit a New York City. Su Cointelegraph si precisa che la dichiarazione è stata riportata il 21 Marzo dall’azienda di comunicazione nel settore dei viaggi Skift.

 

In risposta ad una domanda di David Post, moderatore del convegno e managing director di IBM Blockchain Ventures, la Hasham ha chiaramente affermato che una delle aree più promettenti per l’applicazione della blockchain da parte del governo statunitense è proprio quella della gestione dei dati biometrici:


“Una delle aree nella quale abbiamo riscontrato un significativo successo è quella del riconoscimento facciale e dei dati biometrici. Abbiamo creato un servizio in grado di verificare l’identità di un individuo che si sta imbarcando su un volo di linea dal momento in cui avviene la richiesta di ammissione sul territorio degli Stati Uniti. Se fossimo in grado di ottenere ulteriori dati da parte di un altro governo per la verifica del riconoscimento, questo sarebbe fantastico per noi.”

 

Tuttavia, la stessa Hasham ha sottolineato la necessità di superare un importante barriera affinché la tecnologia si diffonda su larga scala e la sua utilità sia massimizzata, ovvero la creazione di specifiche standardizzate che consentano l’interoperabilità completa tra le reti blockchain di diverse organizzazioni e governi.

 

Seguendo il ragionamento della Hasham, se per condividere dati riferiti ad aree chiave in termini di sicurezza come i controlli di identità transfrontalieri, i governi implementassero soluzioni blockchain, invece dei normali database, allora la presenza di uno standard globale per l’intero settore sarebbe un fattore cruciale per l’implementazione efficace della tecnologia stessa. A ciò si aggiunge un altro problema che, sempre secondo le parole della citata Hasham, il governo sta attualmente cercando di risolvere:

 

"Il nostro obbiettivo primario è la sicurezza, ma senza penalizzare gli scambi commerciali ed il turismo. La Blockchain è una tecnologia relativamente nuova per noi […] nel settore del turismo, stiamo ancora lavorando per capire quali attori del settore blockchain potrebbero realmente collaborare con noi e nel caso in quale modo. La tutela della privacy e la decentralizzazione delle informazioni sono alcune delle sfide che, in qualità di organizzazione governativa, abbiamo il dovere legale di affrontare.”

 

Come riporta poi l’articolo originale, il Department of Homeland Security (DHS) degli Stati Uniti, ha recentemente fatto appello alle start-up che stanno sviluppando soluzioni blockchain per aiutare a prevenire la contraffazione di documenti digitali, affinché il proprio lavoro sia di aiuto al raggiungimento degli obiettivi dei vari programmi sponsorizzati dal DHS stesso, tra cui il sopracitato CBP.

 

In particolare, il CBP ha già iniziato a sperimentare un sistema blockchain per tracciare le spedizioni, in modo da testare quanto la tecnologia sia effettivamente in grado di migliorare il processo di verifica dei certificati di origine provenienti da diversi partner commerciali degli Stati Uniti.

 

A prescindere dalle recenti dichiarazioni qui riportate, l’applicazione della blockchain per la gestione dei dati biometrici è attualmente in via di sviluppo in varie aree, tra cui: sistemi elettorali locali, sportelli bancari automatici e strumenti IoT nel settore sanitario, ma i vantaggi ottenibili grazie a queste nuove tecnologie non sono al momento tangibili.

 

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Andrea Scavolini
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Andrea Scavolize, classe 1992, psicologo esperto nel rapporto tra tecnoscienza e società nell'era postmoderna. Da sempre immerso nel mondo della tecnologia , ha cominciato nel 2017 a studiare autonomamente criptovalute e blockchain: è il fondatore della community facebook 'Bitcoin Pesaro e Urbino' e attualmente lavora come Editor-in-chief per CryptoRivista.