Le professioni del futuro tra umanesimo e tecnologia

Scritto da Avv. Paolo Nardella
3 minuti 13-04-2019

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Il futuro delle professioni è indubbiamente intriso di tecnologia e digitale, per lo meno per il 70% dei nuovi lavori.

 

Questo dato è impressionante ma assolutamente realistico: purtroppo, l’informazione non raggiunge le categorie di professionisti emergenti e le nuove generazioni di studenti, dei quali solo il 24% (o poco più) si iscrivono a facoltà scientifiche o, comunque, con sbocco tecnologico. Il totale dei laureati in queste materie, nel nostro Paese, è meno del 20% del totale, dato tra i più bassi della zona OCSE che invece conta laureati in materie scientifico-tecnologiche pari a più del doppio della media italiana.

 

La società cambia inesorabilmente a ritmi elevatissimi e la direzione è senza dubbio quella che punta dritto verso un’economia di industria 4.0, malgrado il nostro sia un Paese di umanisti. Entro il 2025, in Italia, il 34% dei posti di lavoro subirà una mutazione ad opera della trasformazione tecnologica, senza portare ad una contrazione nel numero ma anzi con un’espansione della domanda, già vicina al 5%. Da qui al 2025, le lauree stem (scienza, tecnologia, ingegneria, matematica) saranno tra le più richieste nel mondo del lavoro, in Italia come nel resto del globo. Lo sviluppo incrementale delle nuove tecnologie avrà la diretta conseguenza di penalizzare alcune professioni a vantaggio di altre: intermediari e consulenti subiranno un radicale cambiamento, di pari passo con la trasformazione del mondo bancario, finanziario e commerciale. È sotto gli occhi di tutti la rivoluzione che la tecnologia blockchain sta portando, insieme a IoT e intelligenza artificiale, così come è palese che la disintermediazione creata dalle criptovalute stia interessando aziende, istituzioni e società civile.Tutto ciò ha avuto e avrà la naturale conseguenza della nascita di migliaia di progetti blockchain based, con una vertiginosa e frenetica ricerca delle figure professionali necessarie a svilupparli. A questo si aggiunge l'ecosistema del new crowdfunding, Ico (initial coin offering), Ito (initial token offering) e Ieo (initial exchange offering) che ha già calamitato miliardi di dollari di investimenti grazie alle piattaforme blockchain. Anche lo sviluppo di smart contract, da integrare con queste piattaforme, rappresenta un altro trend in forte crescita per il futuro del lavoro. Per ciò che attiene specificamente alla blokchain, stando a un recente report di Linkedin, il ruolo dello sviluppatore blockchain è il lavoro emergente negli Stati Uniti.

 

La piattaforma digitale di recruiting sta infatti valutando i dati del suo grafico economico per analizzare le figure professionali che le società stanno rapidamente assumendo. Le analisi rivelano che la ricerca della figura dello sviluppatore blockchain è cresciuta di ben 33 volte negli ultimi 12 mesi: le città con la più alta domanda sono San Francisco, New York City e Atlanta e tra le principali competenze richieste si rilevano record su blockchain, criptovaluta e smart contract. Per capire la crescita vertiginosa basta guardare i dati del 2016, anno nel quale erano circa 800 i posti vacanti offerti a esperti di blockchain e criptovalute. Nel 2017 il numero è salito a circa 1.800 e a quasi 5000 alla fine del 2018. Sempre Linkedin afferma che le ricerche effettuate sulla propria piattaforma indicano 13.816 record relativi a blockchain e 2.479 record relativi a criptovaluta.

 

Un altro dato fondamentale è la rilevazione del salario medio offerto negli Usa a questi professionisti. Secondo una nuova ricerca condotta da Glassdoor, uno dei più grandi siti al mondo per la ricerca del lavoro, il salario medio delle proposte di lavoro legate alla blockchain negli Stati Uniti è di circa il 61,8% in più rispetto allo stipendio medio nazionale: vengono offerti in media 84.884 dollari all’anno per un professionista blockchain rispetto ai circa 52.260 dollari all’anno per altre figure dello stesso livello ma di altri settori. Oltre all'esperto di blockchain, nel 2018, sono state rilevate altre figure molto richieste che includono, primo tra tutti, lo specialista di intelligenza artificiale (IA): 6 dei 15 lavori emergenti sono legati, in qualche modo, a questo settore, senza sottovalutare la ricerca di esperti in tecniche di apprendimento automatico che ha visto una crescita esponenziale pari a 12 volte ogni anno. Nello specifico, Linkedin annovera esperti di deep learning, machine learning (ML), tensorflow.

 

Dalle analisi, emerge chiaramente che la tendenza del mercato del lavoro viaggi, inesorabilmente, verso la ricerca di figure professionali ibride, in grado di coniugare competenze sia in materie scientifiche che umanistiche, com’è altrettanto chiara la necessità di rinnovamento richiesta ai professionisti che non possono più pensare di affrontare tale cambiamento epocale solo con le proprie forze. Si impone, pertanto, la necessità di creare team di lavoro in grado di fornire un supporto a 360° al mondo aziendale, a quello istituzionale e alla società civile in generale. La blockchain rappresenta la nuova era di internet introducendo il concetto di decentralizzazione, trasparenza ed immutabilità dei dati ma, tutto ciò, oltre che a rappresentare un radicale cambiamento del nostro paradigma culturale, necessita di un connubio tra sviluppo tecnologico e giuridico. Per questa ragione, il professionista del futuro dovrà munirsi di conoscenze settoriali, capaci di abbracciare in maniera trasversale gli ambiti di sviluppo 4.0.

 

Sarà tanto impossibile fare a meno della tecnologia quanto impensabile sostituirla all'apporto umano in tema di sviluppo ed applicazione, senza conoscerne tutte le sfaccettature.

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Paolo Nardella è avvocato esperto di diritto delle nuove tecnologie, coordinatore Legal Hackers Pescara e presidente Associazione Professionisti Blockchain Italia