31-05-2019 < 1 minuto

L'FBI ha svelato gli attacchi informatici che hanno coinvolto la Corea del Nord

vlad Scritto da Vlad Golub

La Corea del Nord usa attacchi informatici per aggirare le sanzioni internazionali. Questa dichiarazione è stata fatta dal vice direttore dell'FBI per la sicurezza informatica, Tonya Ugoretts, in una conferenza organizzata dall’Aspen Institute, riporta The Korea Herald.

 

In particolare, Ugoretts ha sottolineato che gli hacker nordcoreani hanno hackerato i sistemi di Sony Pictures Entertainment nel 2014, rapinato la Banca del Bangladesh nel 2016 e nel 2017 hanno lanciato ‘’un'epidemia’’ del virus WannaCry.

 

'L'effetto economico delle sanzioni è indiscutibile, quindi hanno bisogno del denaro e creano di ottenerlo minando le criptovalute e/o rapinando le banche', ha aggiunto Ugoretts.

 

Il rappresentante del direttore della National Intelligence degli Stati Uniti, Erin Joe, ha affermato che l'FBI e diverse altre agenzie statunitensi, intendono opporsi alle attività criminali della RPDC nel campo della criptovaluta, per ‘’tagliare’’ anche questa fonte di finanziamento a Pyongyang.

 

È interessante notare che il 28 maggio alcuni utenti dell’exchange di criptovaluta UpBit hanno ricevuto un’e-mail di phishing, in cui ai clienti della piattaforma di scambio sono stati promessi dei premi monetari. Le mail in questione contenevano una documentazione che, dopo il download, avvia malware. EST Security ritiene che gli hacker nordcoreani siano dietro questo attacco, riferisce CoinDesk.

 

Infine ricordiamo che, secondo il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, la Corea del Nord ha organizzato attacchi agli exchange di criptovalute per acquisire valute estere e mitigare così gli effetti delle sanzioni economiche internazionali. Secondo i ricercatori, per il periodo compreso tra gennaio 2017 e settembre 2018, gli hacker hanno attaccato con successo gli exchange asiatici almeno cinque volte. La perdite delle piattaforme di criptovalute sono stimate in 571 milioni di dollari.